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Come investire sul forex dopo taglio tassi Bce

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Giovedì scorso la Bce taglia tassi di interesse allo 0,5%, portandoli ai minimi di sempre, ma sul forex non si è vista direzionalità prima e dopo la decisione dell’Eurotower. In realtà, in particolare sul cambio euro/dollaro, abbiamo assistito a una serie di rally di breve durata sia al rialzo che al ribasso. Tuttavia, gli investitori non hanno impresso una direzione precisa al mercato, dominato in questa fase per lo più da scalper e day-trader. Così investire sul forex dopo il taglio dei tassi della Bce non appare un compito semplice.

In attesa di capire da che parte andrà il cambio euro/dollaro, ancora alle prese con violente e imprevedibili oscillazioni tra area 1,32 e 1,30, gli investitori potrebbero riprendere in considerazione l’opzione delle vendite sullo yen, considerando il forte appetito per il rischio sui mercati finanziari e la correlazione inversa tra l’andamento dell’equity e quello della valuta nipponica. Tra l’altro, con Wall Street record grazie al lavoro, lo yen resta debole per la politica monetaria ultra-espansiva della BoJ.

Nei prossimi giorni i cambi dello yen potrebbero crollare, soprattutto se le borse dovessero segnare nuovi record. Potrebbero aumentare le posizioni in carry trade, con il cambio Aud/Jpy favorito per un rally rialzista molto sostenuto nel medio periodo. Tra le valute meglio impostate c’è la sterlina, che beneficia di un miglioramento degli indicatori macroeconomici e del fatto che molto delle “bad news” (in particolare il taglio del rating di Moody’s e Fitch) sono state già ampiamente incorporate nelle quotazioni. La divisa britannica potrebbe salire ancora su euro, dollaro e yen.

La moneta nipponica dovrebbe essere quella messa peggio sul mercato forex. Il cambio dollaro/yen potrebbe riprendere la marcia rialzista verso quota 100 e superare questa soglia psicologica per tentare nuovi allunghi importanti, magari fino a 103,50 prima e 105 poi. Si possono stimare forti acquisti anche su euro/yen, che sembra proiettato verso il breakout di 131,10 per un target di 135 prima e 139 poi. Da evitare anche posizioni long sul franco svizzero, che come lo yen è una valuta rifugio che si comporta meglio nelle fasi di maggiore turbolenza dei mercati.