Home Economia Le scelte di Singapore risollevano le valute asiatiche

Le scelte di Singapore risollevano le valute asiatiche

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Le previsioni negative per le valute asiatiche sembrano ormai sono un brutto ricordo lontano: in effetti, le principali divise continentali si sono caratterizzate per una crescita simultanea, contribuendo in questa maniera a irrobustire i guadagni dell’ultima settimana. Il più importante fattore che ha contribuito a questi rialzi è stato senza dubbio il mantenimento del bias per quel che riguarda i ricavi monetari da parte di Singapore, un atteggiamento che in pochi si aspettavano, senza dimenticare la discesa del tasso di disoccupazione americano, un evento che ha consentito di crescere alla domanda per gli assests considerati maggiormente a rischio.

Nel dettaglio, l’Autorità Monetaria di Singapore ha annunciato come la sua politica bi-annuale abbia richiesto il mantenimento di un modesto e graduale apprezzamento della valuta locale, una mossa che si è resa necessaria per contenere il tasso di inflazione. Il fatto macroeconomico statunitense, invece, è presto detto: in effetti, le applicazioni per i benefit relativi ai disoccupati sono diminuiti di 339mila unità nella settimana che si è conclusa lo scorso 6 ottobre, il livello più basso dal febbraio del 2008. I guadagni dell’indice Bloomberg-JPMorgan Asia Dollar sono stati favoriti anche dalle nuove proiezioni annunciate gli scorsi giorni dal Fondo Monetario Internazionale per quel che concerne l’espansione globale.

La miglior performance trimestrale per le valute asiatiche rimane comunque quella di fine settembre, abbastanza recente pertanto. Il dollaro di Singapore è stato protagonista di un rafforzamento quantificabile in 0,5 punti percentuali nei confronti del dollaro americano, tanto è vero che il guadagno settimanale è decisamennte migliorato; un’altra valuta in ottima salute è senza dubbio il ringgit della Malesia, con un +0,3% che ha compensato le precedenti cadute, senza dimenticare il +0,2% dello yuan cinese. La piccola città-stato asiatica ha eguagliato Cina e India nella limitazione degli stimoli monetari, visto che le più importanti economie locali cercano in tutti i modi di contenere l’andamento dei prezzi al consumo.