Dollaro australiano affossato dalle pessime vendite al dettaglio

di Simone Ricci Commenta

Il dollaro australiano è caduto fino al suo livello più basso di quest’anno, dopo che gli ultimi dati economici hanno messo in luce un inatteso calo per quel che riguarda le vendite al dettaglio della nazione oceaniana: in effetti, si è trattato del terzo mese consecutivo di ribasso, tanto è vero che ormai sembra sempre più probabile che la banca centrale (Reserve Bank of Australia) tagli i tassi di interesse nel corso del prossimo mese di marzo. La moneta che è meglio conosciuta come Aussie ha perso terreno rispetto alle principali controparti anche a causa dell’andamento non proprio incoraggiante dell’inflazione.

Al contrario, la valuta “sorella”, vale a dire il dollaro neozelandese, è salito fino al suo picco più alto dal mese di luglio del 2010. I numeri delle vendite al dettaglio sono fin troppo deboli, dunque non ci si poteva attendere nulla di buono dal punto di vista del Forex. Nel dettaglio, il dollaro australiano ha perso 0,3 punti percentuali rispetto a quello americano presso la Borsa di Sydney, per una quotazione totale di 1,0356 dollari, mentre gli 1,0342 dollari raggiunti nel corso della stessa giornata sono stati il valore più basso dallo scorso 25 dicembre.

Ma c’è anche da ricordare che circa due settimane fa vi fu una situazione non molto diversa (vedi anche Cambio AUD-JPY: ancora un calo per la valuta oceaniana). Per quel che concerne, invece, il Kiwi, quest’ultimo ha messo a segno un incremento pari allo 0,1%, venendo scambiato a 84,45 dollari americani. Si parlava delle vendite al dettaglio e in effetti queste ultime ha ceduto 0,2 punti percentuali a dicembre rispetto al mese precedente. Si tratta, nello specifico, della serie più lunga di declini da tredici anni a questa parte, non certo una stima positiva. Intanto, il governatore della Rba, Glenn Stevens, ha mantenuto il tasso overnight al 3%, in linea con le previsioni degli economisti.