Dollaro australiano in ribasso: cosa accadrà

di Valentina Cervelli Commenta

Un brutto momento quello attuale per il dollaro australiano che rispetto alla moneta verde ha fatto registrare un calo dell’1,8 % proprio nel momento in cui ad essere chiamato in causa è anche un costo del denaro da gestire forse in maniera più netta.

E più nello specifico potrebbe rendersi necessario un taglio dei tassi di interesse al fine di sostenere l’economia: la storia del paese insegna che l’ultima azione in tal senso risale al 2016, quando il costo del denaro è stato portato al livello attuale. Gli osservati speciali diventano in questo caso il tasso di disoccupazione, che potrebbe salire, e l’inflazione, che si spera si mantenga attorno ai suoi livelli ottimali.  E’ importante sottolineare che le mosse espansive della RBA, la banca centrale australiana sono riuscite fino ad ora a mantenere la moneta su ottimi livelli, sostenendo negli ultimi mesi crescite fino al 3% sul dollaro statunitense.

La mossa di lasciare i tassi invariati all’1,50% qualche giorno fa ha un senso se si pensa a quel che è successo finora, ma non deve essere considerato come qualcosa di non modificabile, soprattutto in un momento così particolare come l’attuale, dove ad influenzare il contesto macroeconomico vi sono anche le problematiche nate sui dazi tra la Cina e gli Stati Uniti. E’ la volatilità che si sta notando in queste ultime ore a far pensare che la Reserve Bank of Australia, debba prendere in futuro in considerazione l’idea di agire anche sul costo del mercato: Un conto è passare una leggera volatilità dovuta a dati di economia interna, un altro conto è rischiare importanti investimenti.