Draghi: protezionismo e Brexit pericolosi per economia

di Valentina Cervelli Commenta

Problematiche come quelle causate dalla Brexit o dal protezionismo, unite alle incertezze politiche non fanno bene all’economia, ma devono essere considerati elementi di rischio da cercare di eludere. E’ questo il messaggio lanciato da Mario Draghi nell’ultimo giorno dell’International Monetary and Financial Committee.

Mario Draghi

Certo, l’economia dell’Eurozona appare essere “resistente” secondo il presidente della BCE e per il momento, nonostante la debolezza della crescita e dei dati ad essa relativi sembra che il settore finanziario non mostri gravi segnali di stress. Questo non significa però sentirsi giustificati nel rimanere fermi, soprattutto per via delle prospettive di crescita più basse rispetto a ciò che si era preventivato nei mesi scorsi.  In fin dei conti i “venti contrari si sono rafforzati” e questo rende necessario prendere le giuste precauzioni.

Dato che “le prospettive dell’area euro dipendono dallo slancio della crescita globale” diventa necessario, spiega, “non indebolire il multilateralismo” e non lavorare contro sé stessi dando vita a politiche di protezionismo che con il lungo andare rischiano semplicemente di logorare l’economia e la sua tenuta. Allo stesso tempo, ha ribadito Mario Draghi, è importante mantenere un ampio stimolo monetario. Ha inoltre commentato:

Per ridurre e mitigare i rischi di gravi ricadute serve la cooperazione internazionale. Preservare l’apertura è cruciale se si vuole mantenere il potenziale della crescita globale. Le banche centrali e la Bce sono equipaggiate per centrare i suoi obiettivi. E’ chiaro che la nostra politica monetaria è già molto accomodante ma siamo a un punto in cui la politica di bilancio diventa molto importante. La politica monetaria non può fare tutto, ha un mandato.