Home Coppie Valute AUD/USD I ribassi del dollaro australiano e neozelandese

I ribassi del dollaro australiano e neozelandese

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Le due principali valute oceaniane, il dollaro australiano e quello neozelandese, hanno fatto registrare entrambe delle perdite: le ultime previsioni sulle imprese e sulla fiducia dei consumatori in Francia hanno provocato questo declino, una frenata che forse ha spiazzato solamente la divisa della Nuova Zelanda. In effetti, l’industria cinese ha già frenato la corsa del dollaro australiano esattamente una settimana fa, a conferma che il mese di settembre non è stato molto brillante per Aussie. Al contrario, il dollaro neozelandese era risultato in rialzo su dollaro e yen appena undici giorni fa, una performance che aveva fatto ben sperare anche per il futuro.

Entrando maggiormente nel dettaglio, il cosiddetto “Kiwi” ha ceduto terreno nei confronti di moltissime controparti a causa delle ultime decisioni europee sul salvataggio della Grecia; la moneta “sorella”, al contrario, ha risentito in maniera negativa degli annunci della banca centrale, tanto che il dollaro in questione ha fatto registrare un calo nei confronti dello yen. La valuta australiana vale ora 1.0427 dollari americani, una quotazione che è stata ottenuta dopo un pesante -0,3%, mentre è in grado di acquistare 81,17 yen, il valore più basso in assoluto da quasi due settimane.

La divisa neozelandese ha perso al contrario 0,1 punti percentuali rispetto al dollaro, mentre il –0,8% di due giorni fa rappresenta il crollo più pesante dal 23 luglio scorso. L’indebolimento rispetto allo yen, poi, è stato pari all’1,1%. Ora si attende con ansia il discorso di Guy Debelle, assistente governatore della Reserve Bank of Australia, il quale interverrà a Sydney per far conoscere la futura politica dell’istituto: si parla con insistenza di un taglio dei tassi dal 3,5 al 3,25%, con l’incontro decisivo in questo senso che si terrà però soltanto il prossimo 2 ottobre. Intanto, i bond australiani si sono caratterizzati per il calo dei rendimenti, al di sotto del tasso in denaro cash della stessa banca centrale.